Ieri mattina ho assistito ad una scena di una cattiveria assoluta.
Mi trovavo in un centro sportivo per lavoro dove c’erano i ragazzini delle medie che giocavano a pallavolo per una manifestazione indetta dal comune, a bordo campo sulle panchine i compagni e le compagne a fare il tifo. Una scena classica.
Ad un certo punto dalla porta è entrata una ragazza di origine medio-orientale che indossava il classico copri-capo arabo, il Chador. Si è avvicinata per sedersi accanto a delle ragazze per assistere alla partita, a quel punto una ragazzina della sua stessa età l’ha guardata con disprezzo e gli ha detto di non sedersi che non la voleva accanto. La ragazzina con il Chador non ha detto niente e si è allontanata dalla panchina delusa e soprattutto rassegnata.
Non potevo stare zitto.
Sono andato dalla ragazzina stupida e razzista e gli ho detto che si doveva vergognare perchè non si tratta a quel modo una compagna di scuola. La ragazzina mi ha guardato senza dire una parola e poi ha abbassato lo sguardo, a quel punto mi sono allontanato mentre tutti gli altri mi guardavano a bocca aperta.
Dopo circa un’ora ho trovato la ragazzina con il Chador che giocava tutta sola a basket, quando si è accorta di me si è girata dalla mia parte mi ha guardato e mi ha sorriso.
Ma questi ragazzini chi li educa?
Sono così di natura o è colpa dei genitori?
Ho avuto la fortuna che i miei genitori mi hanno educato fin-da-bambino al rispetto per le persone “diverse” e che siamo tutti uguali e ad essere solidale con chi è più sfortunato ed emarginato.I loro non sono stati solo “discorsi” perchè questi insegnamenti li hanno sempre messi in pratica, ricordo che qualche anno fa tornavo da lavoro per l’ora di pranzo e in casa trovai il “marocchino” che suonava sempre il campanello di casa mia per vendere qualcosa, quel giorno mia madre non voleva comprare niente e così lo aveva fatto entrare in casa per preparargli un panino che lui si gustava con tanto di bicchiere di Coca-Cola sul divano!

