
Eccoci.
Si ci siamo.
Dopo mesi siamo arrivati alla fine di questa triste e vergognosa campagna elettorale. Da una parte abbiamo visto tette, compleanni, interviste senza contraddittorio, aerei presidenziali con cantanti e ballerine, offese e manie di onnipotenza.Dall’altra menefreghismo, scioperi della sete, scissioni di scissioni di scissioni di partiti, rinascita dei vecchi simboli e incapacità di reagire.
I soliti studi televisivi grigi e freddi pieni dei soliti uomini barbuti dalla pelle chiara e spenta che formulano le stesse domande idiote.
E le risposte? come dischi rotti che suonano sempre la stessa canzone:
“Gli Italiani sono con ME.
Gli Italiani sono un popolo di risparmiatori,
ci vuole ottimismo.
Cucù!
La magistratura è politicizzata.
La sinistra non cambierà mai.
Obamaaaaa!!
Non votate i partiti piccoli,
social card,
3000 militari nelle città a rischio.
Con questa sinistra è impossibile governare.
La stampa ce l’ha con me.
Cucù!”
Non vedo l’ora di arrivare a domenica notte quando avremo i primi exit-poll.Come tutte le volte me ne starò sveglio, con televisione ed internet acceso, ed assisterò alla triste caduta.
Si perchè a prescindere dai risultati sarà una triste caduta.

